1. Il Dio Senza Opposti
Se diciamo che Dio è "Tutto", allora non può esserci nulla fuori di Lui. Non esiste un "male" separato o un "nemico" potente quanto Lui. Se Dio è l'Unità Assoluta, allora il Bene e il Male che vediamo fuori sono solo due facce della stessa medaglia che non abbiamo ancora imparato a unire.
2. L'Evoluzione della Consapevolezza
La realtà non cambia, cambia il nostro modo di vederla. 5000 anni fa il fulmine era la rabbia di un Dio; oggi sappiamo che è una scarica elettrica. Dio non è cambiato; è cambiata la nostra capacità di comprendere le Sue leggi. Come dice la scienza (Entropia), non possiamo tornare indietro: la nostra conoscenza cresce sempre.
3. Perché esiste la Divisione? (Il Gioco dello Specchio)
Se all'inizio esisteva solo l'UNO, come faceva l'Uno a conoscere se stesso? Pensa a un occhio: non può vedere se stesso se non ha uno specchio davanti. Dio (la Coscienza Primordiale) si è "diviso" in miliardi di frammenti — noi, le stelle, le cellule — per potersi finalmente guardare. Noi siamo i Suoi occhi che fanno esperienza della vita per riportare a Lui la risposta alla domanda: "Chi sono Io?"
4. Il Nostro Compito: Guarire il Conflitto
Siamo qui per imparare che la lotta tra luce e ombra avviene solo dentro di noi. Quando smettiamo di giudicare, quando accettiamo il mistero senza paura, il conflitto si annulla. In quel vuoto, fiorisce ciò che chiamiamo Amore e Verità.
Ciò che le religioni chiamano Dio o Energia, nella visione Fratao è la Coscienza Primordiale: la totalità assoluta che è Tutto e il Contrario di Tutto.
Allo stato puro, le polarità si annichiliscono a vicenda. Per comprendersi, l'Uno deve dividersi. La manifestazione è l'atto di porsi davanti a uno specchio.
Senza la separazione del mito androgino, non ci sarebbe percorso, né acquisizione di consapevolezza.
La coscienza è la libertà di scegliere come apparire a se stessa. La persona libera non conosce compromessi e non può appartenere a nessuna categoria sociale, politica o religiosa.
L'individuo libero non possiede identità imposta. L'identità è qualcosa che la società ti "incolla" addosso per farti recitare un ruolo: il professore, il panettiere, l'idraulico. Ma tu non sei quello che fai.
La libertà non si acquisisce, si è. Molti credono di esprimerla contestando il potere, ma la contestazione è duale. Obbligare un altro significa obbligare una parte di se stessi; carcerato e carceriere sono le due facce della stessa medaglia.
La vera azione della coscienza è un "fare" rivolto verso l'interno. Non si tratta di opporsi alla volontà altrui, ma di comprendere chi siamo per recitare nella commedia della vita il ruolo che Noi vogliamo darci, e non quello deciso dal "Regista" sociale.