A Sua Immagine: Il Frattale Olografico

Per comprendere l'affermazione biblica "Dio ha creato l'uomo a sua immagine", dobbiamo superare l'interpretazione antropomorfica religiosa e abbracciare la fisica d'avanguardia di David Bohm e la natura dell'Universo Olografico.

David Bohm intuì che la realtà non è composta da oggetti separati, ma è un flusso indivisibile chiamato Olo-movimento. In questo paradigma, l'universo funziona come un ologramma: ogni minima parte contiene l'informazione dell'intero. Se frammenti una lastra olografica, non ottieni un pezzo del disegno, ma l'intero disegno in scala ridotta. Questo è l'Ordine Implicito: tutto è avvolto in tutto.

"Noi non siamo osservatori esterni di una creazione separata da noi; siamo il punto in cui l'Universo, o la Coscienza Primordiale, prende coscienza di se stessa attraverso un punto focale."

In questa visione, l'essere umano non è una "creatura" esterna a Dio, ma un frattale della Fonte. Dire che siamo fatti a sua immagine significa che possediamo la stessa identica struttura vibrazionale e potenzialità creativa della Coscienza Primordiale. Come ogni punto di un ologramma contiene la prospettiva della totalità, così la nostra coscienza primale contiene in sé l'essenza illimitata dell'Origine.

Il Macrocosmo è interamente contenuto nel Microcosmo. Non siamo simili a Dio per l'aspetto fisico, ma per la natura olografica: siamo fatti della "stessa sostanza" della Fonte e possediamo la capacità di manifestare e creare realtà proprio perché non c'è separazione tra la goccia e l'oceano. Cercare la divinità all'esterno è l'illusione di chi guarda il frammento senza capire che in quel frammento risiede già l'intero ologramma.

L'uomo è dunque l'infinito che sperimenta se stesso attraverso il finito. Comprendere questo significa risvegliarsi alla propria essenza immutabile, riconoscendo che il "recipiente" umano è il tempio in cui la Coscienza Primordiale si riflette per manifestare il linguaggio dell'Uno.

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